CRONOSCOUT

Noi viviamo al congiuntivo …ricorda l’onore è dire sempre la verità…

Formazione

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Le basi della nostra comunità

La nostra guida è Gesù e la nostra strada sono i passi di Sua e nostra Madre Maria.

Siamo convinti che la vita è bella e che lo studio è un mezzo importante per conoscere ed esplorare questo fantastico mondo che Dio ha creato per noi.

Giocare, divertirsi e condividere la bellezza della compagnia è ciò che dà senso alla nostra vita.

Crediamo che insieme possiamo rendere più belle le nostre esistenze: anziani, adulti, giovani e bambini tutti aspiriamo alla felicità.

Ogni nuovo amico dei cronoscout diventa partecipe e costruttore dei nostri sogni e dei nostri progetti.

Sii Felice

Enzo Vitolo

Sacra famiglia

Educarsi alla responsabilità

Il corso è stato tenuto dal 12 febbraio al 19 marzo 2009 a Moliterno (PZ)

Enzo Vitolo Guida Cronoscout

Enzo Vitolo Guida Cronoscout

Per informazioni rivolgersi al Prof. Vincenzo Vitolo cell.      346-3188431

emailenzovitolo61@alice.it

Lezione 1

Traccia di riflessione: Processo di adattamento della personalità

La nostra esistenza è un continuo adattarsi ai fatti e agli eventi della vita, nessun equilibrio è permanente. Ad ogni essere umano accade che presunte certezze, inevitabilmente, vengano meno ed allora si entra in crisi.

La crisi non ha un valore negativo in sè, al contrario può costituire un importante momento di crescita, la parola greca Krìnein”distinguere, scegliere”, certamente, non ha una connotazione deprimente.

La crisi non è positiva quando è paralizzante e non consente di scegliere. Una persona ben adattata è consapevole di affrontare periodi di incertezze, ma è altrettanto cosciente di essere di fronte a delle scelte che preludono nuovi equilibri.

La dinamicità, il cambiamento fanno parte dell’esistenza e per vivere pienamente la realtà, bisogna sentirsi degli Esploratori del tempo.

Lezione 2

Traccia di riflessione: L’esercizio della libertà

E’ libero chi si esercita a scegliere, chi fonda la propria esistenza sul libero arbitrio.

Una libertà al di là del bene e del male è una banale illusione, perchè l’assenza del bene conduce inevitabilmente alla futilità del nulla.

L’unica vera libertà consiste nel fare il bene che è il sale della vità.

Caratteristica della libertà è il radicamento nella realtà, non esistono altri mondi in cui rifugiarsi: la fantasia è un grande dono, ma non è in alternativa alla realtà, il suo scopo è di migliorare la nostra vita in questo mondo e non creare impossibili universi immaginari.

La libertà non si trova nelle utopie o in ideologie che promettono mondi nuovi o società perfette, ma nella capacità di ogni persona di scegliere volta per volta vivendo intensamente e godendo delle piccole cose.

Leggendo il Vangelo risulta evidente che Gesù è profondamente radicato nella quotidianeità, infatti partecipa a banchetti, discute con gli amici, cammina con la gente, insomma, nella Sua straordinarietà vive pienamente l’ordinarietà ed è in questo che consiste la bellezza della proposta cristiana.

Lezione 3

Traccia di riflessione: La bellezza di una corretta comunicazione

Tutto l’Universo ci manda segnali, una notte stellata ci invita a meditare sull’infinito, le onde del mare che si infrangono sugli scogli ci fanno riflettere sulla potenza della natura e una lunga fila di formiche ci stimola a pensare alla grandezza che c’è nelle piccole cose.

Saper comunicare significa osservare ed ascoltare anche con il cuore e dare importanza a ciò che accade intorno a noi.

Quante cose può insegnarci lo sguardo di un bimbo!

La vera comunicazione si basa sull’interesse (Inter-Esse: stare nell’essere), solo chi vive intensamente accoglie quanto di bello c’è nel mondo ed è capace di donare la bellezza della sua anima.

Comunicare correttamente significa essere attenti a se stessi e al prossimo, avere passione per l’umanità, comprendere l’importanza delle persone che incontriamo ed accoglierle in modo empatico.

La nostra guida Gesù ci ha insegnato a dialogare con tutti: sapienti, persone umili, malati nel corpo e nello spirito, perchè tutti siamo a immagine e somiglianza di notro Padre Celeste.

Lezione 4

Traccia di riflessione: La comunità e la correzione fraterna

Vivere in una comunità implica la passione per la compagnia e la volontà di condividere il proprio destino con persone che vogliono andare incontro al Mistero.

Il nostro itinerario vitale diventa ricco di senso se con la nostra comunità, pur tra mille difficoltà camminiamo verso il Mistero avendo come viatico la Buona Novella di Gesù.

La compagnia durante il viaggio, è messa costantemente alla prova: c’è chi intende fermarsi, chi vuol cambiar strada, chi desidera tornare indietro, chi si allontana, chi non intende condividere il destino con gli altri viandanti.

Tra le persone che appartengono ad una comunità cattolica è indispensabile essere sinceri e, sopratutto, avere la delicatezza della correzione fraterna, che consiste nel continuare ad indicare la via di Gesù agli altri, anche a chi cerca false scorciatoie o rinnega la compagnia.

La comunità è determinata a non lasciare la strada e ad affermare che non ne esistono altre; ma non giudica, accetta nuovi amici, riabbraccia chi riprende il cammino, è sempre pronta all’accoglienza, senza mai rinunciare a testimoniare, anche tramite la correzione fraterna, ad affermare i principi fondanti.

Gesù che amava infinitamente i sui amici, non esitava a redarguirli quando si mostravano esitanti o troppo tiepidi nell’essere testimoni della Buona Novella.

Lezione 5

Traccia di riflessione: Esploratori d’Infinito

Il nostro cuore è naturalmente aperto all’Infinito, chi può misurare l’amore tra madre e figli? Come quantificare l’amore tra due coniugi o l’affetto di un amico?

L’amore vero è illuminato dalla luce del Sempre.

La logica non accetta il finito: chi può dire qual è l’ultimo numero? C’è sempre un numero dopo un altro numero.

In ogni persona c’è il seme dell’Infinito.

La massaia che cerca di servire una pietanza originale, lo scienzato che intende trovare particelle di materia sempre più piccole e l’astronomo che scruta il firmamento nella speranza di scoprire nuovi mondi, sono animati dalla stessa voglia tipicamente umana di andare oltre.

Tutti noi siamo Esploratori d’Infinito, perchè essendo ad immagine di Dio non riusciamo a contenere il nostro cuore e la nostra mente tra le anguste mura del tempo.

Lezione 1 Grumento Nova 26/03/2009

Traccia di riflessione: Le ragioni della presenza

I Cronoscout esistono per affermare che si può vivere con semplicità, in armonia con i principi evangelici.

Il destino di ogni uomo è vivere nella comunità, nessuno può esistere nella completa solitudine.

L’incontro con il prossimo non può essere sostituito da oggetti o da beni materiali; nulla ci fa essere tanto umani quanto la condivisione di un cammino.

La comunità dei Cronoscout esiste ed è una proposta per tutte le persone che intendono intraprendere un cammino di significato, che vogliono squarciare, il velo del pregiudizio e del sospetto verso il prossimo e guardare il mondo con gli occhi meravigliati di un bambino che rimane affascinato dal Mistero.

San Giorgio, il perfetto cavaliere

San Giorgio, la qui tomba è venerata sin dal IV sec. a Lydda, nei pressi di Tel Aviv, è uno fra i più celebri martiri cristiani. Benchè di lui si possiedono poche notizie storiche, la sua fama si è diffusa nel mondo ed ha attraversato i secoli. L’iconografia lo presenta a cavallo nel combattimento vittorioso contro il drago cantato nel medioevo come il modello del perfetto cavaliere, San Giorgio rappresenta anche una “categoria dello spirito” capace di suscitare nei cuori il desiderio dell’avventura cristiana. E’ l’icona di quel combattimento spirituale che trattò San Paolo nelle sue lettere e che trovò fecondo sviluppo nelle epoche successive con San Bernardo di Chiaravalle, che tracciò la regola per i cavalieri templari e con il beato Raimondo Lullo che scrisse il “Libro dell’ordine della cavalleria”. Nel interpretazione di questi autori le armi del cavaliere, a somiglianza degli abiti sacerdotali, possiedono un prezioso valore simbolico.

Nel solco di questa tradizione si cercherà qui di riprodurre alcuni temi classici ed, insieme, di osare qualche aggiornamento ben consapevoli che nel linguaggio simbolico uno stesso elemento può essere segno di realtà diverse.

La spada è la verità e i suoi tagli rappresentano i due percorsi della conoscenza e dell’annuncio di essa e cioè la ragione e la Rivelazione. La spada poi, se conficcata nel terreno – si pensi alla spada nella roccia – è segno della croce, a ricordare che il sacrificio connesso al proprio dovere, il dolore offerto, per amore la penitenza e il martirio sono armi validissime per la vittoria: “la croce va impugnata come l’eroe la sua spada “.La spada è di acciaio per battere la forza della menzogna, ed è diritta perchè la verità rifugge da qualsiasi falsità. La corazza è simbolo della vita secondo giustizia nell’osservanza dei dieci comandamenti e delle parole del Vangelo: è posta come “castello e muraglia contro i vizi e gli errori “.

Lo scudo è la fede, capace di “spegnere i dardi infuocati del Maligno”.

IL cingolo ai fianchi è simbolo della castità esattamente come per i sacerdoti.E’ interessante ricordare che in caso di indegnità il cavaliere era destituito dall’ordine con la recisione del cingolo all’altezza della schiena.

Il cavallo è simbolo di grazia che consente al cavaliere  di combattere sollevato da terra, di guardare cioè le vicende “dall’alto ” e di imprimere al suo cammino vigore e velocità.

La lancia è la carità che vince il drago, perchè la carità giunge al cuore di ciascun problema ed è l’arma decisiva per il trionfo del bene e la sconfitta del male.

L’elmo che protegge la testa del cavaliere è segno della salvezza che viene dall’alto.

Il capo ritto del cavaliere indica l’umiltà e l’onore: l’umiltà perchè il capo non è rivolto orgogliosamente verso il cielo; l’onore perchè non è vergognosamente chino verso terra.

La gorgiera che avvolge e protegge il collo è segno dell’obbedienza a Dio attraverso l’adempimento perfetto del proprio dovere e la fedeltà alla leggittima autorità.

I calzari indicano lo zelo per propagare il Vangelo ed insieme che l’impegno del combattente cristiano rende sicure per tutti le strade per giungere al Signore, alla verità dell’uomo ed all’amore.Il drago è simbolo del Demonio: attacca dal basso a significare le potenze infere; è sinuoso come i serpenti perchè il male non si propone mai di faccia; è, infine, pericoloso perchè forte e munito di insidie: colpisce anche con la coda e distrugge col fuoco della bocca.

Sullo sfondo dell’icona si vede una ragazza da liberare: è il grande tema dell’avventura cavalleresca che interpreta la vita come milizia  a servizio del bene, del bello e del vero e come difesa dei deboli e degli oppressi.

Ci furono i secoli della Cristianità, in cui i chiamati alla cavalleria si preparavano  con la veglia d’armi, pregando in ginocchio dinanzi all’altare del Signore nella notte che precedeva l’investitura. All’alba il candidato  era ordinato  cavaliere con la collata, un colpo sulla spalla con il piatto della spada, in nome di san Michele Arcangelo e di san Giorgio, il perfetto cavaliere. Lo schiaffo simbolico che il Vescovo, fino a qualche decennio fa, impartiva al cresimando è legato allo stesso significato della collata: essere forte e capace di resistere all’assalto del male. Lo stesso mistero avvolge quanti oggi – nella notte della dimenticanza di Dio e della violazione dei diritti umani – ricevono la chiamata alla nuova cavalleria. E la perenne avventura volta ad edificare la civiltà della verità e dell’amore; l’avventura che, tra le imprese più degne, racconta il buon combattimento per  la difesa del diritto a vivere dei piccoli concepiti e della dignità della donna. Una nuova cavalleria sotto il segno del “perfetto cavaliere”

San Giorgio 1024

Corso Di Pedagogia dell’ essere tenuto a partire dal 12 Novembre 2009

Lezione 1

Traccia di riflessione: Educarsi ed educare alle scelte

Ciò che ci rende autenticamente uomini è la possibilità di scegliere, la libertà che è sempre accompagnata dalla responsabilità e consiste nella volontà e nella capacità di dare risposte alla realtà.

Capita che si desideri la libertà senza la responsabilità, questa è la grande tentazione del contesto storico-sociale contemporaneo.

Esiste la convinzione di una vita senza limiti, ma se riflettiamo un’ esistenza apparentemente priva di ostacoli riduce l’essere umano ad uno stato di perenne infantilismo.

La non scelta caratterizza la vita di molte persone che vivono nel contesto storico-sociale contemporaneo.

Studi che non finiscono mai: diplomi, lauree di primo e secondo livello, perfezionamenti, specializzazioni ed una serie infinita di master, e alla fine, ammesso che ci sia una fine, si incontrano persone incapaci di organizzare le cose più elementari della vita, per non dire di scelte importanti come il fidanzamento, il matrimonio o l’assunzione di responsabilità genitoriali.

Parlando di deresponsabilizzazione spesso si fa riferimento all’universo giovanile, ma va sottolineato che troppe volte sono gli adulti i primi portatori, non sani, di infantilismo patologico che riduce gli uomini a consumatori capaci solo di scegliere in quale ipermercato trascorrere il tempo libero.

Come criceti che corrono sulla ruota posta nella gabbia molte persone si illudono di intraprendere un cammino, ma non escono mai dalla gabbia dell’ ipermercato che rischia di diventare il mondo consumistico.

Educarsi alla scelta significa prendere la vita nelle proprie mani ed assumersi la responsabilità di proporre le proprie idee e il proprio credo anche andando contro corrente.

Maria, Madre di Gesù, seguì Suo Figlio ai piedi della Croce, non chiese mai un trono per Lui.

Lezione 2

Taccia di riflessione: educazione alla giustizia

E giusto chi riesce a coniugare la verità con la pietà.

Certamente testimoniare il vero è cosa molto buona, ma per essere giusti è necessario praticare anche la virtù della pietà che ci sonsente di comprendere chi ha errato pur condannando l’errore.

Una madre dopo aver redarguito il figlio per una mancanza, prova dispiacere nel vedere il bambino triste per il rimprovero ricevuto, ciò insegna che la giustizia non è vendetta, ma è condivisione di un cammino da fare insieme cercando di restare sulla retta via.

In campo educativo la giustizia è uno stile di vita che si condivide in ogni momento della giornata con le persone che incontriamo, ciò richiede che si parta sempre dall’analisi del proprio modo di agire. Bisogna sempre essere coscienti della trave che possiamo avere nel nostro occhio prima di guardare la pagliuzza che può essere nell’occhio del nostro prossimo.

San Giuseppe quando viene a conoscenza che Maria è in attesa di un bambino non la ripudia, ma trova la soluzione che eviterà alla Sua sposa una ingiusta condanna, questa scelta cambierà la storia dell’Umanità!

Lezione 3

Traccia di riflessione: Educarsi alla fiducia

La prima forma di fiducia è verso se stessi, risiede nella volontà di realizzare i progetti che riteniamo importanti.

E’ bello vivere con intensità il presente, ma è altrettanto bello guardare con fiducia il futuro, è una verità semplice affermare che le esperienze di oggi costituiscono la base per il domani.

Bisogna coltivare una sana nostalgia del futuro.

Il “presentismo” è un male perchè ci regala “nell’adesso” facendoci rinchiudere nelle sensazioni illudendoci che queste ultime siano in grado di colmare la nostra naturale sete di infinitò e felicità. La tentazione malefica è di indurci a credere che il paradiso sia raggiungibile tramite il piacere, in realtà è solo la strada che conduce all’inferno delle dipendenze.

Un elemento umano indisipensabile per guardare il futuro è la compagnia , trovare compagni di viaggio che condividono la meta, rende l’itinerario più bello anche se faticoso.

Essere fiduciosi non significa camminare beatamente con al testa fra le nuvole, ma essere pienamente consapevoli del limite degli ostacoli che la realtà pone senza scoraggiarsi. Tutto è grazia di Dio.

Maria con suo figlio Gesù, nel grembo non rinunica a far visita  a sua cugina Elisabetta che vive a decine di chilometri di distanza, però la fiducia nella Sua missione non la scoraggia

Campo – scuola Cronoscout: “La missione “                     

6-10 agosto 2012

L’etimologia della parola missione deriva dal verbo latino mittere che significa mandare.

E’ importante tener presente l’origine del termine in oggetto perché aiuta a comprenderne meglio il significato, chi sceglie di vivere una missione diventa “il mandato o l’inviato” è ovvio che ogni cosa che si invia deve avere un contenuto, non può essere un pacco vuoto. Una persona che sceglie di vivere e incarnare lo spirito missionario sull’esempio di  Sant’Alfonso Maria de Liguori deve portare La Buona Novella di Gesù Redentore. A chi portare in regalo la parola di Gesù? Il Santo napoletano, seguendo l’esempio del Divino Maestro, parte dalla realtà, non codifica un sistema utopico o propone un mondo nuovo, ma cerca di portare la Buona Novella a chi la conosce poco o la ignora completamente, ai pastori della  comunità di Scala, un piccolo villaggio sui monti della Costiera Amalfitani, d’altro canto a che servirebbe portare un  qualcosa in dono a chi già la possiede. Allora il primo insegnamento che ricaviamo è il seguente: l’acqua fresca va data agli assetati, può essere più agevole dare dall’acqua a chi è nei pressi della fontana, ma  di scarsa utilità. Lo spirito missionario deve condurci a testimoniare e far conoscere Gesù a chi è lontano dalla Sua Parola. Oggi non sono i pastori a non conoscere il messaggio del Figlio di Dio, ma gli studenti , gli universitari, gli intellettuali e gli uomini di scienza. Il compito dei missionari del  XXI secolo non è solo quello di recarsi tra i derelitti o popolazioni che vivono in paesi lontani, ma bisogna sentirsi inviati nella quotidianità: nelle famiglie, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro e qualche volta, ma senza presunzione,  con umiltà e spirito di servizio anche fra chi pur definendosi cattolico non esita a parlare e viveri in contrasto con la Buona Novella di Gesù e il Magistero dalla Santa Chiesa. Quale stile deve avere  il missionario che proviene dalla comunità Cronoscout? Chi proviene dalla “scuola” degli Esploratori del Tempo  deve sempre tener presente i tre doveri fondamentali: Studio, Autodisciplina e Solidarietà.

Lo studio, non deve mai essere erudizione, ma va affrontato con grande umiltà nella consapevolezza che è solo un mezzo per servire meglio il prossimo e testimoniare l’amicizia con Gesù: un bravo operaio, un medico attento ai pazienti, un insegnante al servizio dei suoi alunni, dei genitori che curano la Chiesa domestica, degli studenti che si formano per essere  al servizio sono missionari del quotidiano, degli esploratori attenti a ciò che li circonda per individuare le persone bisognose di “acqua fresca”. Ma per condurre la gente alla Verità necessità un metodo ed anche qui possiamo attingere alla grande ricchezza della  Chiesa Cattolica: La vita dei Santi. La nostra piccola comunità è state tradizionalmente attenta alla vita e alle opere dei campione della fede: San Giovanni Bosco, la beata Chiara Luce Badano, Santa Giuseppina Bakita,  Santa Gianna Beretta Molla, Il beato Piergiorgio Frassati, San Francesco e Santa Chiara d’Assisi  e da un po’ di tempo siamo affascinati dalla proposta del grande Sant’Alfonso Maria dei Liguori. Questi uomini e donna hanno vissuto mille difficoltà, hanno subito tentazioni e sono stati vittime di incomprensioni, anche all’interno della Santa Madre Chiesa, in alcuni frangenti sembrava che la loro proposta di portare Gesù fosse fallimentare, ma sono rimasti fedeli  al mandato non si sono lasciati sopraffare dallo scoraggiamento hanno resistito alla tentazione e alle lusinghe e se sono caduti hanno avuto fiducia nel perdono di Gesù redentore e se pur doloranti si sono rialzati. Cari Esploratori del Tempo, è questa la grande tentazione che dovete evitare: lo scoraggiamento. Guai a pensare:  “Tanto è tutto inutile! la gente è sorda! ha il cuore indurito!” e che soprattutto oggi, in clima di relativismo imperante, la missione è impossibile. No! Ricordiamo sempre che portare acqua fresca lontano dalle sorgenti è difficile. Al  Cristiano non è stata promessa una vita facile e piena di successi terreni; l’esploratore è chiamato ad incamminarsi per sentieri sconosciuti e talvolta pericolosi.  Che senso ha andare alla scoperta di territori già conosciuti?Però, prima di intraprendere il viaggio missionario è bene essere attrezzati perché la strada può presentare difficoltà, allora la buona conoscenza della Parola di Gesù, lo studio delle cose umane per meglio comprendere il mondo e l’uomo ed essere al servizio del Cristo Redentore e della Santa Chiesa  ci saranno di grande aiuto nel nostro itinerario terreno.                           

L’ autodisciplina, nella mentalità comune a noi contemporanea ,  in modo più o meno consapevole, assume una connotazione limitativa, mentre per  qualsiasi missione tale virtù è indispensabile. Immaginiamo un educatore che predica valori che non coincidono con i suo comportamento o un genitore che propone ai figli modus vivendi che egli non pratica, ovviamente tali esempi di incoerenza, tra il dire e il fare, potrebbero essere estesi ad ogni ambito delle attività umana. La coerenza, però, richiede impegno ed esercizio: disciplina, è per questo motivo  che in un contesto storico sociale in cui trionfa lo spontaneismo e il relativismo parlare di coerenza  e autodisciplina provoca un’alzata di scudi da parte di coloro che si adeguano placidamente al pensiero  nichilista dominante, che apparentemente non richiede  sacrifici, mentre in realtà  sacrifica la libertà personale, perché la mancanza di coerenza e di una proposta non ci rende sanamente protagonisti del nostro tempo e del nostro destino, ma  delle canne al vento in balìa delle mode e dei luoghi comuni. Anche in questo campo lo studio della vita dei santi costituisce sicuramente un grande sussidio per chi vuol dare senso alla propria esistenza proponendo la l’appassionante avventura di percorrere il sentiero che porta al Regno del Padre.

 La solidarietà o meglio, cristianamente parlando, la carità, è l’amore che ci fa condividere il destino dei nostri simili. Ad essere sinceri amare il prossimo non è sempre cosa facile, richiede l’eroicità e la volontà di santificarsi. Attenzione però, amare i nostri simili non significa essere melensi e sdolcinati, ma responsabili e, quando è richiesto, fermi e decisi nella correzione fraterna, anche questo ci viene insegnato dai Santi, ma bisogna sempre vigilare perché non si smarrisca l’umiltà e lo spirito di servizio. Ricordate sempre gli Esploratori del Tempo vivono nel mondo e lo guardano con tenerezza nella certezza  di non essere, nel modo più assoluto, i migliori, ma solo dei pellegrini che talvolta inciampano, cadono, sbagliano strada come tutti gli altri esseri umani, ma che cercano sempre di rialzarsi e ad accettare la correzione  per riprendere la giusta strada consapevoli che lo sguardo amorevole di Maria e l’amore di Gesù che ci ha riscattati dal peccato ci saranno sempre di ausilio nel cammino.                                                                                                          

                                                                                                                         Viva Cristo Re!




4 Risposte to “Formazione”

  1. cronoscout said

    Si precisa che l’articolo “San Giorgio, perfetto cavaliere” è stato scritto da Don Franco Fedullo, sulla “Lettera agli amici del Centro per la vita IL PELLICANO” del 20 giugno 2002.
    La nostra comunità è molto grata a Don Franco e agli amici della Parrocchia di San Domenico (SA).

  2. lucia giunto said

    caro enzo con grande entusiasmo ho visitato il vostro sito.
    mi è piaciuto molto e lo trovo allegro,interessante e di buona formazione.
    complimenti!!!

  3. PENSANDO CHE LA LIBERTA’ CONSISTE NEL FARE IL BENE SECONDO DIO, SI PUO’ DAVVERO DIVENTARE COSTRUTTORI (E PERCIO’ PROTAGONISTI) DI CIVILTA’

    “E’ libero chi si esercita a scegliere, chi fonda la propria esistenza sul libero arbitrio.
    Una libertà al di là del bene e del male è una banale illusione, perchè l’assenza del bene conduce inevitabilmente alla futilità del nulla.
    L’unica vera libertà consiste nel fare il bene che è il sale della vità”

    [Da https://cronoscout.wordpress.com/adulti-in-cammino (Lezione 2)] .

    Le parole da voi scritte sulla libertà, non sono solo condivisibili, ma profondamente vere, cioè esse, affermata l’esistenza di Dio Fonte principale d’ogni bene, possono essere (a mio avviso) sia la via maestra della vita quotidiana, che il modo principale e vincente per combattere uno dei maggiori errori di alcune odierne ideologie; cioè quelle ideologie che pretendono di usare la libertà contro la Verità :

    per esempio la libertà di abortire, eutanasiare,far famiglie omosessuali, produrre per il solo profitto senza rispettare i doveri verso l’ambiente e il popolo (operai, e chiunque detenga il diritto alla salute e al lavoro…)…ecc .

    Non c’è dubbio, pertanto, che la vera libertà consiste, come voi dite, nel fare il bene; e il Bene, è contenuto nel Decalogo di Dio, ampiamente confermato da Gesù Cristo, col suo esempio vivo di vita .

    Migliori e cordiali,

    Orlando Metozzi

    • cronoscout said

      Accogliamo con grande entusiasmo il commento di Orlando Metozzi che troviamo perfettamente in linea con il nostro modo di essere Cristiani, che d’altro canto è l’unico perchè o si segue Gesù o non si è. Invitiamo tutti i Cronoscout a visitare il sito http://www.lettereadioealluomo.com gestito dal nostro amico Orlando perchè da spunto a molte riflessioni utili per la crescita umana e cristiana.

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